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Call for papers: Convegno di studi «[…]cosedipessimogusto»

«Orientamento del gusto basato sul recupero, spesso compiaciuto ed esibito, di tutto quanto è deteriore, di cattivo gusto, di pessima qualità culturale». Il trash, inteso quale categoria estetica codificata, si è imposto nel dibattito culturale – in special modo in relazione a determinati fenomeni televisivi, mediali e comunicativi – a partire almeno dagli anni Ottanta; una certa tendenza, tuttavia, all’ostentazione massificata e dimessa della volgarità percorre invero, fin dalle origini, l’intera storia dello spettacolo occidentale, legandosi a filo doppio a quelle ben note istanze di comico, basso, greve, commerciale e popolare. Ponendosi come obiettivo una sistematizzazione di tale corrente (o meglio, sub-cultura) e una più precisa collocazione storiografica delle sue manifestazioni contemporanee, la presente occasione convegnistica, di taglio interdisciplinare, mira a riflettere sui seguenti interrogativi di base:

  1. in prospettiva diacronica, in che modo una certa idea di “spazzatura” ha attraversato l’età contemporanea, interessando le varie forme di espressione artistica e comunicazione umana? Di quale statuto gode oggi, a livello di ricezione critica, il trash? Può esso intendersi – seppur in un sistema semplicisticamente manicheo – quale polarità terrigna contrapposta all’esibizionismo di una certa cultura d’élite di impronta radical-chic?
  2. Da un punto di vista metodologico, quale pertinenza può avere lo studio del trash nell’ambito delle discipline dello spettacolo? Rispetto a quali traiettorie si colloca? Quale relazione si instaura tra trash e sistema dell’entertainment? Il trash germina da una (atavica) tendenza dell’essere umano alla spettacolarizzazione?
  3. Può il trash intendersi non solo come un territorio di svago e di parossistico intrattenimento, ma anche quale forma di riconfigurazione (e mimesi) della realtà? Come esso invade il nostro quotidiano e come lo rappresenta? Che rapporto intercorre tra trash e naturalismo?
  4. Attraverso quali mezzi, figure o canali tale corrente si è irradiata nel tempo? Quale ruolo svolgono i dispositivi mediali (e le maestranze a essi correlate) nella capillare diffusione attuale del trash? Come misurare il coefficiente di ingaggio del pubblico di spettatori e utenti?

Possibili argomenti di intervento, temi di approfondimento e casi-studio

  1. Meta-trash: per una riflessione dall’interno (il caso di Boris).
  2. Oggetto di derisione: da Blob alla satira Instagram (Trash Italiano, Intrashttenimento 2.0, Prossimi Congiunti, Sapore di Male).
  3. La grammatica (digitale) del trash: tra meme e lingua corsiva.
  4. Produzione e impatto della compagnia Il Bagaglino.
  5. Autorappresentazione politica e trash: da Io sono Giorgia! agli sbarchi su TikTok.
  6.  La tv “mariana”: i contenitori firmati De Filippi.
  7. Soap operas, mitologemi e depotenziamento dei topoi picareschi: agnizioni, incesti, dissidi familiari, strutture narratologiche archetipiche.
  8. “Bodyexcess”:semplificazioneoesposizioneinchiavetrashdideterminateperformancedelcorpo.
  9. Stilizzazione dei linguaggi della danza, del teatro e del cinema all’interno dell’entertainment popolare.
  10. I talent-shows: danza e canto “sotto processo”.
  11. Musica pop e trash, guilty pleasure musicali.
  12. Intersezioni e interferenze tra trash e porn studies.
  13. Trashy movies ed esperienze festivaliere: il Courts Mais Trash di Bruxelles.
  14. Trash e teatro yiddish: per un’analisi del genere shund.

Deadline: 28 gennaio 2024

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