I report #Toscana15

La presenza nei Social Media dei candidati “presidente”, “consigliere” e dei “partiti” che li sostengono è stata oggetto di analisi nel periodo che va dal 5 al 14 maggio 2015. Il report è consultabile nella sua versione integrale nelle pagine online del Tirreno, mentre in questo articolo saranno riportate sinteticamente le prime impressioni sugli stili di presenza online dei candidati alla Presidenza.
Sebbene per il momento sia difficile individuare pattern di svolgimento della campagna, è possibile trarre alcune prime indicazioni su come vengono utilizzate le piattaforme social dagli attori in campo. Tutti gli aspiranti “presidenti” hanno un proprio account Twitter, sebbene alcuni siano “nati” solo a ridosso dell’appuntamento elettorale, come Giannarelli (febbraio 2015) e Mugnai (aprile 2015).
Su tutti, spicca il chiaro stile della presenza online di Claudio Borghi: quotidiana, continua e interattiva. I suoi contenuti sono condivisi e discussi online. L’impressione è che sia un candidato molto attento alle dinamiche di utilizzo di Twitter e alla attivazione di un processo conversazionale, caratterizzato da interattività e frutto di una chiara consuetudine nell’uso del mezzo.
Enrico Rossi utilizza Twitter quotidianamente e aumenta la sua produzione nei momenti di lancio delle #25proposte. Dispone dell’apparato mediatico maggiormente strutturato, e i suoi account social sono continuamente aggiornati. Si caratterizza per uno stile piuttosto broadcasting ma con #iostoconipasseggini ha dato prova di una attenzione specifica alle sollecitazioni provenienti dal “basso”.
Il punto di forza di Giannarelli è l’alto numero di “retweet” quotidiani, in linea con alcune caratteristiche delle campagne elettorali del M5S: forte appoggio dei simpatizzanti e iniziative nazionali. Con un bacino di follower più contenuto (561) il numero dei “retweet” ottenuti è interessante se rapportato alla comunità di Rossi (21900) e Borghi (25000).
Gli altri competitor sono partiti piuttosto in ritardo con la campagna, e le rispettive candidature sono state caratterizzate da numerose tensioni interne ai partiti e alle aree politiche. Lamioni dispone di una comunità di follower abbastanza numerosa (827) a differenza di Mugnai (169) il cui profilo Twitter è stato creato appunto a ridosso delle elezioni.
Gabriele Chiurli, fondatore di Democrazia Diretta, è il candidato con il più basso numero di follower (136), nonostante abbia aperto il suo account su Twitter nel 2013 e sia un consigliere regionale uscente. Non sembra particolarmente attento/interessato all’utilizzo di questa piattaforma (e non dispone di una pagina Facebook).
Tommaso Fattori dispone di una discreta comunità di follower (707) ma sembrerebbe aver deciso di abbandonare Twittter (non produce contenuti originali dal 7 maggio). Non è particolarmente attivo e interattivo, anche se è emerso che gli utenti continuano condividere i suoi contenuti anche a distanza di qualche giorno, pratica piuttosto inusuale per Twitter, tanto più in una campagna elettorale.
In relazione a Facebook, invece, Enrico Rossi (PD) si propone come il candidato più attento all’interazione e al dibattito nella piattaforma. Attualmente sembrerebbe il più propenso ad alimentare il dibattito non solo tramite i suoi post ma anche rispondendo direttamente agli utenti che lo chiamano in causa.
Giacomo Giannarelli (M5S) si conferma comunque come il candidato più condiviso e il secondo più interattivo, considerando anche la sproporzione tra la sua comunità di fan e quella di Rossi. E’ inoltre il candidato che mostra il più ampio margine di crescita nei “like” alla sua pagina.
Stefano Mugnai (FI) risulta come il più attivo su Facebook, sebbene questa presenza non si traduca in rilevanti incrementi di like sulla sua pagina elettorale né tanto meno nei like o commenti ai suoi post. Sembrerebbe consegnare a un ruolo piuttosto marginale i processi di interazione con gli utenti, identificando la sua campagna con una comunicazione unidirezionale.
Claudio Borghi (Lega Nord) risulta essere abbastanza coinvolgente anche su Facebook (Claudio Borghi per la Toscana). Si posiziona, infatti, come il secondo candidato più commentato, anche se meno interattivo e condiviso. Riesce invece ottenere buoni risultati nelle interazioni con i cittadini con post riguardanti tematiche di interesse nazionale calate nel contesto locale.
Tommaso Fattori (SI Toscana), invece, risulta tra i candidati “più graditi”, nel senso che i suoi post ottengono una buona media di like quotidiani. Appare inoltre come il terzo più interattivo e per numero di condivisioni e commenti ricevuti, a fronte di un numero di post non molto elevato. Quest’ultimo dato sembra indicare la presenza di una comunità di fan molto coinvolta nella sua campagna elettorale.
Anche Giovanni Lamioni (Passione per la Toscana), che è il terzo candidato più attivo, dopo Giannarelli e Mugnai, risulta essere poco interattivo con gli utenti. I suoi post sono prevalentemente legati a tematiche riguardanti la Toscana (burocrazia, sanità) ma risultano caratterizzati da un contenuto che si distingue più per un attacco alle politiche del passato piuttosto che a proposte per il futuro.

medialab@unipi

I report #Toscana15

(download pdf from Archivio Marini)

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